Intellighenzia Project · Padova
Tornare all’Intellighenzia
Un talk nella palestra di Padova dove ho iniziato ad allenarmi e dove l’arrampicata è diventata uno stile di vita.

Qualche tempo fa ho avuto il piacere di tornare all’Intellighenzia Project, palestra di arrampicata di Padova, per raccontare un po’ del mio percorso, delle montagne, delle spedizioni e dei progetti che negli anni mi hanno portata sempre più lontano.
È stato un talk molto semplice e informale, nel contesto che forse più gli apparteneva: una palestra di arrampicata, tra climber, amici e persone abituate a parlare di prese, gradi, tentativi, allenamenti e giornate sulla roccia.
Ma per me quella serata aveva un significato particolare.
L’Intellighenzia è la palestra dove ho iniziato a scalare indoor e, in qualche modo, anche il luogo dove ho cominciato davvero ad allenarmi nell’arrampicata. Prima andavo già in montagna, facevo tante cose diverse e avevo già una grande passione per quel mondo, ma non mi ero ancora dedicata veramente all’arrampicata.
È stato lì che quella passione ha trovato terreno per crescere.
Ho incontrato persone estremamente motivate, che mi hanno trasmesso ancora più entusiasmo per questo sport. Ho trovato compagni con cui condividere gli allenamenti in palestra e poi legarmi alla corda sulla roccia. Ho iniziato a confrontarmi con i gradi, con i metodi di allenamento, con persone più forti di me dalle quali potevo imparare.
E, quasi senza rendermene conto, ho cominciato anche a trovare il mio posto all’interno della community dei climber.
Credo che questo sia stato uno degli aspetti più importanti di quegli anni. L’arrampicata non era più soltanto qualcosa che facevo nel tempo libero. Cominciava a entrare nelle mie giornate, nelle amicizie, nei programmi del fine settimana, nei viaggi, nel modo in cui sceglievo di utilizzare il mio tempo.
In qualche modo, dall’Intellighenzia in poi, l’arrampicata ha iniziato a diventare uno stile di vita.
Negli anni quel modo di vivere la montagna si è poi allargato moltissimo. Sono arrivate pareti più grandi, spedizioni, luoghi lontani, progetti sempre più complessi e una mia personale idea dell’alpinismo. Ho cambiato obiettivi, sono cresciuta tecnicamente e ho cercato sempre di capire quale fosse il mio modo di stare in montagna.
Ma molte delle fondamenta sono nate proprio in quel periodo: dalla curiosità, dal confronto continuo e soprattutto dalle persone che avevo intorno.
Per questo tornare a parlare all’Intellighenzia è stato emozionante
E’ stato emozionante anche per un’altra ragione: ero a Padova, la mia città.
Tra le persone che mi ascoltavano ce n’erano molte che mi conoscevano già. Alcune avevano condiviso con me proprio quegli anni, altre mi avevano vista muovere i primi passi nell’arrampicata o conoscevano la Silvia che ancora non immaginava fino a dove quella passione l’avrebbe portata.
Raccontare davanti a loro le spedizioni, i progetti e le esperienze degli ultimi anni ha creato una sensazione strana e molto bella: guardare la distanza percorsa senza sentirla davvero come una distanza.
Il mio modo di vivere l’alpinismo oggi è diventato molto personale e mi ha portata a cercare strade mie, ma ha costruito le proprie fondamenta in un contesto ben preciso e questo l’ha portato ad evolversi così com’è diventato oggi.
È cresciuto anche grazie a una comunità di persone con cui ho scalato, discusso, imparato, sbagliato, provato di nuovo e condiviso lo stesso ciclo di vita.
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